venerdì 16 marzo 2012

Crepes...è di nuovo MTC!


E ci risiamo...rieccoci con l'appuntamento MT Challenge, la sfida di questo mese proposta da Giuseppina è...le crepes...mi si è aperto un mondo! Ricetta spiegata alla perfezione, diversa da quella che ho sempre usato, ma decisamente valida, neutra, ma saporita e adatissima a preparazioni talmente diverse tra loro che...che all'inizio mi sono sentita un po disorientata, questa è la prima di una serie di ricette che proporrò questo mese, ne ho fatte parecchie versioni, ancora non tutte quelle che ho in mente...credo che farò una scelta tra tutte quelle che ho fatto e fotografato. Nel post di oggi ho utilizzato il gelato al panettone di cui vi ho parlato qui...l'ho accostato con la marmellata di kumquat e vaniglia e...il risultato è sorprendente...panettone e kumquat sono fatti per stare insieme!


Crepes con gelato al panettone e marmellata di kumquat e vaniglia

Ingredienti:
per le crepes: ( nella mia crepiera ne sono venute 10 )
150g di farina
350ml di latte intero
50ml di acqua
2 uova M
1/2 cucchiaino di sale
burro chiarificato per la cottura
per la confettura di kumquat:
600g di kumquat
250g di acqua
200g di zucchero
1 baccello di vaniglia
per il gelato al panettone: la ricetta la trovate qui
2 cucchiai di rhum per la finitura



Confettura di kumquat e vaniglia

Preparazione:
Cominciamo dalla confettura, ci vuole un po di lavoro per prepararla, ma vi assicuro che ne vale la pena. Preparatevi due ciotole una grande e una piccolina, tagliate i kumquat ben lavati a fettine sottili ed eliminate i semi...quindi fettine di kumquat nella ciotola grande e semi nella ciotolina...cercate di eliminarli tutti, altrimenti invaserete anche quelli e soprattutto non dimenticate di conservarli nella ciotolina. Finita questa operazione...che io vi consiglio di fare con i guanti, versate l'acqua nella ciotola grande insieme ai mandarini, mettete i semini in una piccola garza, chiudetela a sacchetto con dello spago e immergetela nella ciotola insieme ad acqua e mandarini, coprite la ciotola con della pellicola e lasciate riposare per almeno 12 ore. Se non avete la garza potete usare anche un piccolo colino per lasciare a bagno i semi, l'importante è che i semini stiano bene a bagno...questo perchè la pectina naturale contenuta nei semi ci aiuterà ad addensare la confettura. Dopo il riposo sgrullate la garzetta con i semi e strizzatela per bene per far uscire tutta la gelatina che si è formata attorno. Mettete kumquat, acqua, il baccello di vaniglia tagliato a metà e la metà dello zucchero in una pentola capace, portate ad ebollizione, quindi aggiungete il resto dello zucchero, abassate la fiamma e lasciate cuocere per almeno 1 ora mescolando di tanto in tanto. Passata un'ora fate la prova piattino, se dovesse essere ancora troppo fluida allungate un po il tempo di cottura. Invasate in barattoli sterilizzati, chiudeteli bene, pulendo i bordi e lasciateli raffreddare capovolti.



Mentre la marmellata è in cottura preparate la pastella per le crepes...io ho seguito alla lettera le indicazioni di Giuseppina che come vi dicevo prima ha scritto un post molto dettagliato e preciso, quindi ripeto il procedimento solo perchè così mi rimane impresso meglio...come a scuola ;) io comincerei dal burro chiarificato, che io mi sono fatta in casa...niente di impossibile, anzi...mettete un pentolino con un paio di dita d'acqua sul fuoco, poggiateci sopra una ciotola in cui avrete messo del burro a pezzetti...lasciatelo sciogliere piano e una volta fuso, lasciatelo sul fuoco ancora qualche minuto...vedrete che comincerà a separarsi, una parte bianca e densa in superficie e una parte chiara, limpida sul fondo, aiutandovi con un cucchiaio eliminate completamente la parte bianca...completamente...quindi trasferitelo in una ciotola ed è pronto da usare...volendo conservarlo basta coprire a contatto con della pellicola e mettere in frigorifero. Passiamo alla pastella in una ciotola rompete le uova, battetele, quindi cominciate ad aggiungete farina e latte + acqua, alternardoli, fino ad ottenere una pastella liscia e priva di grumi, aggiungete il sale, mescolate e lasciate riposare almeno 1 ora. Una volta pronta, ungete il padellino con poco burro chiarificato...io di solito uso un pennello, o un fazzoletto di carta imbevuto...versate una mestolata di pastella nel padellino caldo...e via di gioco di polso! Con un movimento circolare coprite di pastella tutta la padella, rimettete sul fuoco e...appena i bordi cominciano a sollevarsi, girate la crepe e lasciate cuocere anche dall'altro lato.


Passiamo alla finitura...riscaldate in un pentolino 1 cucchiaio di confettura + 1 cucchiaio di rhum a porzione in un pentolino e fate scaldare, piegate le crepes in fazzoletti, nappate con la confettura calda e servite con una pallina di gelato al panettone


Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge di Marzo


mercoledì 14 marzo 2012

Galletto arrosto alla saba...un arrosto monoporzione!


Vi avevo parlato di questo contest qualche post fa, mi aveva incuriosito parecchio il tema, perchè riporta alla cucina autentica, al romanticismo di cui vi parlavo qui...anzi forse qui c'è qualcosa di più, perchè solo il nome, che cambia di regione in regione, evoca tradizioni familiari, camini accesi, donne con lunghi capelli legati, balle di fieno...lo so lo so starete pensando che sono pazza...e forse un po lo sono, ma...voi come la visualizzate una tradizione? Riprendendo il discorso di prima, questa per me è stata una doppia sfida, perchè il vin cotto, o saba, non fa parte delle mie di tradizioni, quindi mi sono lasciata guidare dall'istinto, dai profumi, dai colori e se vi devo dire la verità all'inizio brancolavo nel buio, ma io sono fatta così, sono un diesel, ho bisogno di carburare :) l'altra difficoltà di questa sfida è la ricetta unica...una sola possibilità di centrare il bersaglio, certo le mie "sperimentazioni" non si fermeranno qui, ma con questa ricetta scocco la mia freccia!! :) Ritorno sul tema monoporzione, la presentazione...del gusto parleremo poi...è d'effetto, ogni commensale ha il suo galletto, non si litiga per scegliere il pezzo da addentare, al massimo ci si può litigare il sughetto! Noi abbiamo accompagnato questo arrosto con un'insalata di patate alla senape antica con germogli di ravanello...
Vi lascerò le dosi per una porzione, sarà più facile aggiungere porzioni in più...



Galletto al vin cotto con arance rosse di Sicilia e cipolla rossa

Ingredienti:
1 galletto
2 fette di guanciale
1/2 arancia rossa di Sicilia
2 cucchiai di saba per la marinatura + 2 per la cottura
1/2 cipolla rossa
2 spicchi d'aglio
1 rametto di timo
pepe nero
olio extravergine d'oliva
sale affumicato ( il mio era Danese )



Preparazione:
Comincio col dire che, come sempre, la carne o il pollane che andiamo a trattare, o cuocere,  deve essere a temperatura ambiente, se dovete fare lunghe marinature , si parte da carne a temperatura ambiente e si passa alla conservazione in frigorifero...prendete il vostro galletto, posizionatelo con il collo rivolto verso di voi, infilate le mani tra la pelle e la carne e sollevate leggermente la pelle, aggiungete nella cavità che avrete formato, un pizzico di sale, pepe e la saba, massaggiate delicatamente e lasciate a riposare...preriscaldate il forno a 220°. Posizionate due fette di guanciale sul petto del galletto e con dello spago da cucina fissatelo, con un paio di giri, infilate nella "pancia" il rametto di timo, quindi, con un'altro pezzo di spago legate insieme anche i due garretti. In una pirofila aggiungete un filo d'olio, il galletto, la saba, l'arancia tagliata a fette, la cipolla ridotta in quarti e gli spicchi d'aglio interi, salate la superficie e pepate, quindi infornate per 5 minuti a 220°, pou abassate la temperatura a 180° e cuocete per altri 15 minuti. Se il fondo di cottura dovesse caramellare troppo velocemente aggiungete 1 cucchiaio di acqua e 1 di succo d'arancia. Come per i polli più grandi, è cotto quando, se inciso nella parte della coscia, i succhi che ne fuoriescono sono chiari...se non fuoriescono succhi è troppo, ma troppo cotto! Servite caldo, irrorato con il fondo di cottura.


Con questa ricetta partecipo al " Saba gastronomic contest " indetto da Andrea di Percorsi di Vino e MaCheTiSeiMangiato in collaborazione con L'Azienda Agricola Mariotti e Il Gusto di Ferrara






lunedì 12 marzo 2012

Gelato al panettone Loison...senza gelatiera!



La gelatiera mi manca, faccio la corte ai gelati fatti in casa da tempo, mi piacerebbe farne di strutturati, tecnicamente impegnativi, ma la nella mia cucina non c'è spazio...proprio non c'è spazio per una gelatiera, per cui per il momento mi " accontento " di fare un gelato più semplice, ma vi assicuro, non per questo meno gustoso, anzi! Devo dire che mi ha sorpreso...avevo in mente questa idea da tempo, ma proprio il tempo non mi ha assistito, troppo freddo per pensare di proporre un gelato...questo fine settimana, invece, mi sono accorta che le giornate si stanno allungando, che il sole è caldo, che i colori cominciano a cambiare...e allora gelato sia! Avevo conservato un pezzetto di panettone Loison al mandarino proprio per questo gelato...poi una lacrima di cointreau, vaniglia del Madagascar...qualche ora di riposo e...magia! E già che c'ero ho utilizzato questo gelato anche in un'altra ricetta...ma per quella vi rimando al prossimo post! :)


Gelato di panettone Loison al mandarino

Ingredienti:
500g di panna liquida
170g di latte condensato
2 fette di panettone Loison al mandarino
2 cucchiai di cointreau
1 bacca di vaniglia


Preparazione:
Qui non ci sarà molto da dire, questa è una ricetta non ricetta, assolutamente versatile e veloce...scegliete il contenitore dove metterete il gelato, io ho usato una piccola pirofila che poi ho portato in tavola...mettete in congelatore il contenitore vuoto e passiamo alla preparazione...bisogna "seccare" il panettone, per cui poggiatelo su una placca e infornate a 160° per circa 15 minuti, quindi tiratelo fuori, sbriciolatelo e lasciate raffreddare. Nella ciotola della planetaria, o in una ciotola capiente, mettete la panna ben fredda, aprite il baccello di vaniglia a metà e prelevate tutti i semini, aggiungeteli alla panna e azionate il robot...o il polso! Montate la panna fino a che non sia gonfia si, ma non troppo...non deve "strappare" deve essere montata ma ancora morbida, altrimenti sarà difficilmente lavorabile...in un'altra ciotola versate il latte condensato e il liquore, aggiungete un mestolo di panna e con una spatola, lavorando solo nel centro, amalgamate la panna al latte condensato...in questo modo i due composti si somiglieranno e sarà più facile incorporare il resto della panna...quindi aggiungete la panna restante e con movimenti dal basso verso l'alto amalgamate bene il tutto, aggiungete le briciole di panettone, mescolate ancora pochissimo, quindi versate questo composto nel contenitore freddo...coprite con della pellicola, o con il coperchio del contenitore e mettete in congelatore per almeno 6 ore...meglio se per tutta la notte. Il gelato che otterrete sarà leggero...e parlo della consistenza...vellutato e profumatissimo!


Vi aspetto al prossimo post per vedere insieme un possibile utilizzo...sempre se ve ne avanza un pochino! :)

venerdì 9 marzo 2012

Una zuppa di farro pensando al coccio...



Quando ho letto del contest di Nuccio ho subito cominciato a pensare a cosa preparare...mi piace la cucina autentica, in cui gli unici fronzoli sono ingredienti eccellenti, sempre più spesso, purtroppo, poco conosciuti, tecniche antiche, ma molto attuali, che poco hanno a che fare con le mode del momento...è un tipo di cucina che coinvolge non solo la cucina, è un modo di vivere, di credere e anche di comportarsi...è una cucina romantica, o almeno a me piace vederla così. Messa così devo dire che...l'ansia da prestazione si è fatta sentire...o meglio me la sono tirata addosso da sola! :) L'idea di partenza era il polpo, io adoro il polpo, soprattutto con il pomodoro, ma stavolta l'ho lasciato da parte e...e ho preparato questo polpo con il tipo di cottura che preferisco, niente acqua, poi un po di primavera con i carciofi, il farro...e poi il tempo.



Zuppa di farro, polpo e carciofi

Ingredienti:
1 polpo da circa 500g 
300g di farro
2 carote
1 costa di sedano
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
3 carciofi
1 bicchiere di vino bianco
1 foglia di alloro
barba di finocchio
un pizzico di peperoncino Garofalo
brodo vegetale leggero ( sedano, carota, cipolla, qualche grano di pepe nero )
olio extravergine...ma di quello proprio buono!



Preparazione:
Vi dicevo prima della cottura, con il polpo ognuno ha la sua tecnica, ognuno ha il suo segreto, il sughero, la quantità di acqua, gli odori...insomma ognuno lo cuoce a suo modo, per questa preparazione che è stata nei miei pensieri cotta in un coccio ( perchè in realtà era una casseruola in acciaio ), io ho preferito la cottura senza acqua. Io ho usato un polpo fresco, l'ho lavato per bene, facendo molta attenzione ai tentacoli, perchè all'interno delle ventose potrebbero nascondersi sabbia o alghe, ho pulito la testa, tolto becco e occhi...quindi in una pentola capiente aggiungete un paio di cucchiai di olio, l'aglio, lasciate scaldare, quindi mettete dentro il polpo ben pulito, sfumate con il vino e appena dealcolizza coprite e lasciate stufare per circa 15 minuti...toglietelo dalla pentola e aggiungete nella pentola il farro, l'alloro, le verdure tagliate un dadini piccolissimi e i gambi del carciofo puliti e ridotti in dadini, mescolate e aggiungete il brodo caldo fino a coprire. Mentre la pentola va a fuoco basso tagliate il polpo...che sarà ancora calloso, in pezzetti, rimettetelo in pentola cercando di recuperare tutti i succhi che ha lasciato sul tagliere, salate, aggiungete una spolverata di pepe e il peperoncino...lasciate cuocere il tutto a fuoco dolce per 20 minuti, aggiungendo altro brodo caldo se necessario...nel frattempo pulite i carciofi eliminando le foglie esterne e la barba, tagliateli sottili e saltateli in una padella ben calda con un filo d'olio. Scolateli e tamponateli...tenete da parte. Controllate la cottura e se necessario aggiustate di sale...servite con i carciofi croccanti, un giro d'olio crudo e qualche ciuffetto di barba di finocchio! E' buona, buonissima calda...ma vi assicuro che anche fredda non è niente, niente male! 



Con questa ricetta cotta in alluminio, ma pensata per il coccio, partecipo al contest di Nuccio "un coccio al mese per dodici mesi "



mercoledì 7 marzo 2012

La Sacher sullo stecco e uno Smootie...


Devo iniziare questo post facendo le mie scuse a Marina, avrei dovuto preparare questi stecchi settimane fa, cosa che in effetti ho fatto, ma non sono mai riuscita a fotografarli...finivano sempre prima! L'idea di questa merenda golosa mi è piaciuta subito, il blog di Marina è fantastico e pieno di belle ricette oltre che di bellissime, bellissime fotografie, la scelta non è stata facile, proprio per questo, mi sono fatta aiutare dai miei nani. E' stato un successone già dalla prima prova, rispetto alla ricetta originale ho fatto solo delle piccole piccolissime aggiunte personali...e siccome non è merenda senza frutta ci ho abbinato uno smootie tutto alla frutta...banana, fragola e frutto della passione e non vi nascondo che bambini a parte...ne ho fatto un bel bicchierone anche per me! :)



Lo stecco viennese di Marina

Ingredienti:
per il pan di spagna:
115g di farina
125g di zucchero
2 tuorli + 1 uovo
1 cucchiaio di estratto naturale di vaniglia ( io homemade )
per il ripieno e la finitura:
marmellata di fragole
250g di cioccolato fondente ( io Extra Fondente Venchi )
30g di burro
30g di panna liquida
40g di mandorle


Preparazione:
Cominciamo dal pan di spagna...montate le uova a temperatura ambiente lo zucchero fino a che non risultano spumose e ben gonfie, quindi aggiungete la vaniglia e la farina setacciata mescolando dal basso verso l'alto, pulendo sempre bene i bordi...versate questo composto in una teglia imburrata e infarinata, cuocete in forno già cado a 180° per circa 20 minuti. Una volta cotto sformatelo e lasciatelo raffreddare su una gratella fino a che non sia ben freddo. Tagliate il pan di spagna a metà e con un coppapasta rotondo coppate 8 dischi ( con gli avanzi potreste fare dei cake pops! ), spalmate sulla metà dei dischi un cucchiaio di marmellata, posizionate gli stecchi sulla marmellata e coprite con i dischi restanti, premendo bene per farli aderire, trasferiteli in un piatto e metteteli in congelatore. Io ho usato mandorle intere, quindi le ho tostate, spellate e tritate, ma una granella funziona benissimo lo stesso :) passiamo alla glassa di cioccolato, fondete il cioccolato tritato a bagnomaria insieme alla panna ( o nel microonde se ne avete uno ) quindi aggiungete, il burro morbido e mescolate bene con una spatola, fino a che i cioccolato non sia ben amalgamato al resto. Riprendete i vostri stecchi, posizionateli su una gratella che a sua volta è stata posizionata su di una ciotola e colate la glassa al cioccolato sui dischi, copriteli con le mandorle tritate e mettete a rassodare in frigorifero...quindi colate di nuovo sull'altro lato, di nuovo mandorle e di nuovo frigorifero. Non vi resta che ricoprirli di un ultimo sottilissimo strato di glassa e il gioco è fatto!


Smootie banana, fragola e frutto della passione

Ingredienti
1 banana grande ( o 2 piccole )
10 fragole
150ml di succo di frutto della passione
1 cucchiaio di miele

qui basta frullare la frutta tagliata in pezzi con il succo, dolcificatelo con il miele e...io vi consiglio di berlo subito, la frutta una volta sbucciata comincia a perdere le vitamine e una volta frullata tende ad ossidarsi, quindi frullate e bevete, tanto ci vuole talmente poco per prepararlo!


Con queste ricette partecipo al contest di Burro e Miele " Fare merenda mi piace da Matti "


e...questa è anche la ricetta per lo scambio di Cinzia...





lunedì 5 marzo 2012

Estonian Kringel Brioche...un intreccio di profumi!



E' stato un fine settimana grigio, la primavera stenta ad arrivare, se non a sprazzi e mentre la voglia di colori nuovi diventa quasi un'urgenza, mi sono concessa ancora un dolce un po invernale, una tazza di tè fumante, un bel film e del sano ozio sul divano! Anzi a dirvela proprio tutta questo è un dolce piuttosto natalizio ed è propio in quel periodo che avrei voluto farlo, ma poi...non so mi è passato di mente, o forse è colpa delle vacanze ( non mia eh! ) che vanno via sempre troppo in fretta, comunque questa brioche era rimansta sepolta in una delle tante cartelle di archiviazione nei meandri del mio Mac ed è saltata fuori magicamente l'altro ieri, guardarla e cominciare ad impastare è stato tutt'uno! Questa volta ho usato il lievito di birra, volevo testare la ricetta che avevo, la prossima volta proverò sicuramente a rifarla con il lievito madre...altra variazione rispetto all'originale è stata la scelta dello zucchero, io ho usato il muscovado al posto dello zucchero di canna, in cottura sviluppa un bellissimo sentore di liquerizia che mi piace molto! 



Estonian Krigel Brioche

Ingredienti:
390g di farina
245ml di latte
2 cucchiai di succo di mela ( mia aggiunta )
55g di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale
2 1/2 cucchiaini di lievito di birra disidratato ( circa mezza bustina )
2 uova
80g di burro morbido + 30g per spennellare
1 cucchiaio di estratto di vaniglia ( io homemade )
130g di zucchero muscovado ( o di canna )
2 cucchiai di cannella macinata



Preparazione:
Cominciamo subito ad impastare...in un pentolino scaldare il latte con il sale e lo zucchero, fino a che non sentirete che si saranno ben sciolti, quindi via dal fuoco e lasciate raffreddare leggermente il latte. Nella campana della planetaria, versate la farina, tenetene da parte circa una tazza, e il lievito, azionate l'uncino per mescolare un pochino, quindi aggiungete il latte ormai tiepido, il succo di mela, l'estratto di vaniglia e lasciate impastare, aggiungete le uova una alla volta, mescolando bene ad ogni aggiunta, quindi aiutandovi con un cucchiaio, aggiungete la restante farina, poca per volta e sempre impastando fino ad ottenere un impasto liscio e che si stacca dai bordi restando attaccato solo sul fondo. Cominciate adesso ad aggiungere il burro morbido lasciando cadere nell'impasto un pezzetto alla volta...non aggiungetene altro fino a che il precedente non sia stato ben incorporato...lasciate lavorare ancora per qualche minuto...l'impasto sarà seta, morbido, ma non troppo appiccicoso, lavoratelo ancora a mano per qualche minuto, quindi posatelo in una ciotola unta con un po di olio, coprite con un foglio di pellicola e mettetelo in frigo per almeno un paio d'ore...il passaggio in frigo lo renderà facilmente lavorabile. In una ciotola mescolate la cannella e lo zucchero e tenete da parte, fondete il burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare. Riprendiamo l'impasto...sgonfiatelo e stendetelo...io ho usato un po dell'olio con cui avevo unto la ciotola per ungere anche il piano di lavoro, ma va bene anche un po di farina...dicevo stendete l'impasto sottile, ungetelo su tutta la superficie con il burro fuso freddo e cospargetelo bene con la miscela di zucchero e cannella...ora partendo dal lato lungo, arrotolatelo. Preparate una placca da forno con della carta e munitevi di coltello bel affilato...torniamo dal nostro "salame" di brioche, posizionatelo in verticalerispetto a voi, con la chiusura verso il basso...adesso, lasciando intatti un paio di centimetri tagliate questo "salame" a metà...si, si lo dovete tagliare a metà lasciando un capo attaccato, ruotate verso l'altro la parte tagliata e cominciate a formare una treccia ( anche se solo di due capi ) cecando sempre di esporre il più possibile la parte tagliata e quindi tutti gli strati, una volta intrecciato fino alla fine unite i due capi e cercate di sigillarli...posizionate questa corona sulla placca e lasciatela lievitare per circa 1 ora. Preriscaldate il forno a 170°, infornate la brioche e lasciatela cuocere per 35/40 minuti. Lasciatela intiepidire e volendo potreste servirla con una glassa al formaggio.


Con questa ricetta partecipo al contest di Buhbuhbutter 




E per concludere vi ricordo il pdf delle Mine(st)renne e delle Mine(st)renne Gluten Free...con tutte le ricette che hanno partecipato, non vorrete rimanere senza, vero???





venerdì 2 marzo 2012

Gnocchi, gnocchi, gnocchi!


Adesso sono proprio finite...ma tanto so dove trovarle...sto parlando delle Lady viola, vi avevo anticipato che avrei provato a fare gli gnocchi e...non c'è storia, facilità nella lavorazione, pochissima farina utilizzata, poco uovo, quel leggero sentore di castagna, è stato un successo, come vi dicevo per le graffe alle patate, in cottura non assorbono acqua, la polpa è compatta anche una volta cotte, profumate e di un viola pazzesco! Si mi sono un po innamorata di queste patate è stato proprio un bell'incontro, sia gustativo che tattile! Ho provato nello stesso piatto due tipi diversi di patate, le Lady viola e le patate rosse, ero sicura che avrei ottenuto due tipi di gnocchi completamente diversi, sia in consistenza che in sapore e così è stato, alle patate rosse ho aggiunto un po di farina di spinaci...non lo dico spesso, ma in questo caso se potete provateli! Vi annoio ancora per un attimo soltanto, volevo spendere due parole per la farina di spinaci, che è un'altro prodotto pazzesco...è molto fina, molto molto fina, direi quasi volatile, profumata e di un bel colore verde, ne basta pochissima per profumare e colorare impasti, gnocchi, pani o tutto quello che volete, da quando l'ho scoperta non l'ho più mollata...e ho anche scoperto che spesso il tè verde matcha, quello più economico non è altro che farina di spinaci!



Gnocchi viola e verdi con burro alle nocciole e gorgonzola

Ingredienti:
per gli gnocchi viola:
200g di patate lady viola
20/30g di farina + quella per la spianatoia
1 cucchiaino di uovo
un pizzico di pepe nero
un pizzico di erba cipollina
per gli gnocchi verdi:
200g di patate rosse
70/80g di farina + quella per la spianatoia
1 cucchiaio di farina di spinaci
1 cucchiaio di uovo
noce moscata
per il condimento:
100g di gorgonzola
50g di nocciole
50g di burro
pepe nero



Preparazione:
Qui non ci sarà molto da raccontarvi, gli gnocchi li devi sentire nelle mani, nessun libro potrà mai insegnarti quanta farina aggiungere o quanto lavorare l'impasto, le indicazioni sono sempre un po vaghe e in questo caso non è un difetto, perchè le patate non sono tutte uguali, assorbono e cedono acqua in modi molto differenti...il gioco in questo piatto era proprio questo, creare dalla stessa preparazione consistenze differenti. 
Cominciamo dal lessare le patate, partendo da acqua fredda, è inutile salare l'acqua, saleremo le patate una volta schiacciate, appena raggiunto il bollore non lasciate bollire con violenza l'acqua, ma stabilizzatela su un bollore sempre presente, ma appena accennato, altrimenti rischiate di far rompere la buccia e dare il via alle prime infiltrazioni di acqua. Naturalmente i due tipi di patate hanno cotture differenti, io vi consiglio di cominciare dalle patate viola, reggono di più l'attesa...per cui una volta cotte spellatele e passatele allo schiacciapatate, salatele pepatele e aggiungete l'erba cipollina tagliata sottile, mescolate velocemente, quindi aggiungete l'uovo e la farina, mescolate velocemente...vedrete che il composto tenderà a staccarsi dai bordi della ciotola, trasferitelo sul piano di lavoro infarinato, dividetelo a metà e da queste due metà ricavate dei filoncini...mozzate gli gnocchi, rigateli e metteteli in un piatto infarinato...


...passiamo agli gnocchi verdi...mettete a bollire le patate rosse sempre partendo da acqua fredda senza sale, appena cotte passatele allo schiacciapatate, aggiungete sale, uovo, noce moscata e la farina di spinaci, mescolata velocissima e aggiungete la farina bianca, amalgamate fino a che non sta insieme e trasferite l'impasto sulla spianatoia ben infarinata, dividetelo in due e formate i filoncini, quindi mozzate gli gnocchi rigateli e lasciateli a riposare. Mette e a bollire una pentola capiente con abbondante acqua salata. In una padella senza grassi tostate le nocciole sgusciate, appena ben tostate strofinatele in un canovaccio pulito per eliminare la pellicina esterna, quindi tritatele. Nella stessa padella sciogliete il burro, bollite gli gnocchi, trasferiteli nella padella con il burro e saltateli velocemente, aggiungete le nocciole e solo nei piatti dei fiocchi di gorgonzola...vanno mangiati caldi.