martedì 5 ottobre 2010

Potage di cicoria selvatica...


...con focaccia al prociutto affumicato, pecorino di pienza e pomodorini confit profumati al timo limone...roba che ci vuole più tempo a leggere il titolo che a mangiarsi la zuppetta....anzi, anzi...il potage :DD
Dopo la prima avventura tra zucche e pipistrelli volevo provare qualcosa di diverso e per un giorno trasformare la mia cucina in un piccolo laboratorio, cercando i giusti equilibri, la giusta quantità di grassi, il bilanciamento cromatico oltre che di gusto...insomma avevo proprio voglia di divertirmi un po'! Ne è venuta fuori una combinazione di rustico e chic che ad essere sincera non era niente male, l'amaro quasi pungente della cicoria veniva esaltato da una punta di peperoncino, mitigato poi dal pecorino, un leggero sentore di fumo e poi l'esplosione di freschezza dei pomodorini confit...proprio buono!


Ingredienti:
per il potage:
800 g di cicoria selvatica
1 patata bollita
1 bicchiere di brodo vegetale
1 peperoncino
1 spicchio d'aglio
per i pomodorini confit:
500g di pomodori
2 spicchi d'aglio
la buccia di un limone
2/3 rametti di timo limone
olio evo
per la focaccia:
pecorino di pienza
prociutto cotto affumicato ( io ho usato un praga tagliato a mano )
qualche pomodorino confit

Preparazione:
Cominciamo subito dai pomodorini che devono essere tagliati a metà e disposti su una placca rivestita di carta forno con la parte tagliata verso l'alto e condirli con delle lamelle di aglio, olio extravergine d'oliva, sale la buccia di limone e con le foglioline di timo. Infornare a 150° per 1 ora circa o fino a che i pomodorini risulteranno leggermente disidratati. Passiamo alla cicoria che deve essere lavata e mondata dei gambi più lunghi e qui per me vale la stessa regola delle cime di rapa...potrei indire una petizione "No alla Bollitura!" io la stufo in padella con un filo d'olio, uno spicchio d'aglio e un peperoncino fino a che non perde un po di tono, rimanendo comunque bella croccantella, trasferire tutto nel bicchiere del frullatore e aggiungere la patata bollita tagliata a pezzi, un filo d'olio evo e poco brodo, aggiungendone ancora fino ad arrivare alla densità desiderata, aggiustare di sale e pepe e tenere al caldo. Per la focaccia non c'è molto da dire se non che si deve comporre a strati...e che la focaccia deve essere calda per sprigionare tutta la sua fragranza...per cui tutti a tavola che poi si reffredda!!!


La zucchina di halloween...



"Angela aveva dei vicini di casa molto silenziosi.Non si vedevano mai, sapeva della loro esistenza solo perché talvolta si affacciavano a bere il loro the scuro e fumante.
In tutto erano solo tre ragazzi: due femmine e un maschio. E lo furono per parecchio tempo o meglio finché una delle ragazze non svanì. Nel nulla, proprio nel nulla. Venne la polizia, li interrogò entrambi, ma non ne cavò niente: alibi inconfutabili e nessun movente.
Era accaduto la sera della vigilia di Ognissanti.
La mattina dopo Angela aveva trovato sui loro scalini due bellissime zucche arancioni intagliate con la classica boccaccia scura e dentellata, e con una candela dentro che spandeva tutt’attorno una breve luce.
Il giorno era davvero molto nuvoloso e le zucche contro la parete di pietra della casa sembravano tanto più splendenti.

Erick ed Anne non credevano fosse una buona cosa festeggiare Ognissanti quell’anno: esattamente la stessa sera di dodici mesi prima, la loro amica Ira era svanita nel nulla proprio andando a cercare delle zucche per la vigilia.
Ma, si dissero che il modo migliore per esorcizzare la paura fosse quello di andare proprio a cogliere quelle zucche.
Il campo dove crescevano stranamente incolte era a nord del paese. Loro, che erano tedeschi, non avevano mai ben capito certi atteggiamenti così assurdi degli italiani: perché lasciare terreni incolti appena dietro il paese? Non aveva senso.
A parte questo, il posto era davvero insolito. Infatti nei terreni attorno a questo campo più piccolo con le zucche, c’erano delle buone coltivazioni e il terreno era molto fertile, chissà perché lasciare quel fazzoletto di terra con le zucche così vuoto. Forse, avevano dedotto alla fine, era un territorio dello stato che poteva avere addirittura dimenticato di possederlo lasciandolo perciò inselvatichire.
Questa volta in due, si avviarono nel plumbeo pomeriggio del 31 ottobre a cogliere queste due zucche.
Erano le cinque del pomeriggio, tirava un forte vento e non passava nessuno.
Anne strinse forte la mano di Erick, non riusciva a parlare per l’angoscia. Era dal momento in cui avevano messo piede in quello strano campo arancione che aveva i brividi.
Sapeva che non dovevano essere lì.
“Erick andiamo via, io ho paura”, gli sussurrò in italiano.
“Ma smettila!”, replicò lui in tedesco.
Anne allora si guardò attorno e notò che le zucche erano sparse un po’ ovunque, scomposte al suolo, come abbandonate, e che erano unite dai loro tralci verdastri, ma prive di ogni perizia agricola. Erano cresciute selvaticamente ed incomprensibilmente dato che quello non era terreno da zucche.
“Se i nonni ti vedessero adesso, sai quante risate si farebbero?”, continuò lui ridacchiando.
Anne ebbe fulmine la visione del glorioso nonno Von Larck, eroe della seconda guerra mondiale pluridecorato al valore. Era un’immagine quella, che le si era stampata nella mente durante l’infanzia quando quell’enorme quadro che lo raffigurava era appeso nella grande villa di campagna della sua famiglia.
Lei, Ira ed Erick si erano conosciuti proprio perché i loro tre nonni erano stati molto amici durante la seconda guerra mondiale. Avevano combattuto in Italia nello stesso reggimento, esattamente dalle parti in cui loro abitavano in quel momento. Purtroppo di loro non era tornato che il nonno di Anne, in preda ad un’assurda frenesia.
Non era stata una bella guerra, ma lui tanto fece e tanto raccontò che sia a lui che ai suoi due amici defunti conferirono una medaglia al valore.
Poi le tre vedove s’incontrarono e i loro tre figli crebbero insieme. Ognuno di loro ebbe a sua volta ebbe un solo figlio, Ira, Erick ed Anne, e decisero che dovevano crescere anche loro come fratelli.
Quindi una volta cresciuti, ad Ira era venuta l’idea di passare qualche tempo in Italia proprio nel posto dove i loro nonni avevano così gloriosamente combattuto; così si erano ritrovati ad abitare in un appartamento nel mezzo di un bel borgo medievale.
Ira era scomparsa e loro cercavano le zucche.
Ad un tratto, mentre saggiavano la consistenza di qualcuna, Erick gridò un’esclamazione in tedesco e indicò ad Anne una fila di dieci zucche bellissime sotto un noce su di una piccola altura lì vicino.
Correndo tra i tralci arrivarono fin lì e pensarono che quelle dieci zucche fossero davvero belle: grandi, sode, mature e di un arancione acceso ai limiti dello sgargiante. Se ne stavano tutte e dieci in fila perfetta sotto questo noce da cui cadevano tante foglie rosse, come gocce di sangue. Se fosse stata una coltivazione, avrebbero detto che dovevano essere di una qualità di gran lunga superiore a tutte le altre.
“Prendiamo due di queste”, disse Erick.
Anne annuì un po’ sollevata: avevano trovato le zucche e non era ancora sera, potevano stare tranquilli dopotutto.
Con i coltelli portati da casa ne staccarono le due più grosse dal terreno e se le misero in braccio. Poi, mentre stavano per andar via, Anne notò un riflesso in controluce provenire tra le pieghe della corteccia del noce. Si avvicinò e con una mano pulì la macchia splendente coperta dal muschio che le era parso di vedere. Sembrava una targa dorata.
“Cosa c’è Anne?”, domandò Erick tornando indietro.
“Aspetta un attimo. Qui c’è scritto qualcosa. Mi pare che sia una targa di commemorazione. Dice che…dice che nell’Ottobre del ’44 c’è una battaglia tremenda tra i tedeschi in ritirata e i partigiani. I partigiani furono massacrati e per giorni i loro corpi rimasero insepolti su questo campo. Sotto questo albero i tedeschi fucilarono i dieci capi partigiani una volta vinto e…”
Anne si interruppe e soffocò a malapena un grido. “Cosa c’è adesso Anne?”, chiese Erick esasperato.
Anne indicò tre nomi sotto la targa.
“Il massacro fu compiuto ad opera di…”
Anche Erick si fermò per deglutire, una foglia rossastra gli si poggiò sulla mano. Non riuscì a pronunciare quei tre nomi.
Piuttosto stava per dire ad Anne di andarsene, quando i tralci della zucca che aveva tra le braccia gli si strinsero ai polsi, come se avessero preso improvvisamente vita.
Imprecò in lingua e guardò terrorizzato Anne. La vide combattere disperatamente con i tralci animati della sua zucca. Gridò il suo nome prima di scorgerne molti altri uscire dal suolo come alti serpenti per cingerle le caviglie, la vita e il collo.
La terra tra le zucche in fila indiana si aprì, ritirandosi come le acque del mar Morto, e lei venne inghiottita senza nemmeno un grido per colpa di una foglia che le si era infilata in bocca di traverso.
Questa fu l’ultima cosa che Erick vide con chiarezza, poi il respiro gli mancò e con lui la terra sotto i piedi. Decine di tralci lo avvolsero e sprofondò, tra le dieci bellissime zucche.

Angela quella mattina di Ognissanti tornava da una festa col suo borsone rosso. Sperò che anche quell’anno i vicini tedeschi avessero acceso le zucche sugli scalini di pietra della casa.
Rimase felicemente sorpresa quando, tutte attorno al muro del loro appartamento, trovò dieci zucche incredibilmente belle, tutte intagliate e tutte con una candela splendente dentro che spandeva tutt’attorno una breve luce." di L. Mango

Ingredienti:
4 zucchine tonde
600g di zucca
2 cucchiai di burro
350g di riso carnaroli
1 cipolla rossa
brodo vegetale
1 fetta di spek tagliata spessa
parmigiano reggiano grattugiato
timo, rosmarino
1 bicchiere di vino bianco

Preparazione:
Cominciamo preparando le zucchine...tagliare la calotta superiore e con l'aiuto di un cucchiaino togliere la polpa interna, facendo attenzione a non rompere la zucchina, a questo punto la decisione da predere è...forno o non forno?? Io ho scelto "non forno" perchè volevo che la zucchina rimanesse un po al dente, non volevo disidratarla, allora l'ho sbianchita in acqua leggermente salata per qualche minuto e poi l'ho messa a sgocciolare su della carta da cucina, adesso si può cominciare a preparare un risotto rosolando un battuto di spek e cipolla in una noce di burro, appena la cipolla comincia a diventare trasparente alzare la fiamma e aggiungere il riso, lasciarlo tostare mescolando continuamente e prestando particolare attenzione alla cipolla, che, se dovesse brunire, macchierebbe tutto il risotto. Una volta tostato il riso bagnare con il vino e lasciar evaporare competamente, a questo punto si comincia a bagnare un mestolo per volta con il brodo bollente, senza aggiungerne altro prima che il precedente sia stato completamente assorbito. Mentre il riso cuoce tagliare a fettine sottilissime la zucca, irrorarla con dell'olio e profumarla con dei rametti di timo e di rosmarino, un pizzico di sale e infornarla in forno già caldo a 200° per 10 minuti, o non appena è tenera, eliminare i rametti e frullare la zucca aiutandosi con un po di brodo. Il riso a questo punto dovrebbe essere pronto per la mantecatura, che faremo aggiungendo, prima del burro e del formaggio, la zucca frullata, giratina veloce e poi fuori dal fuoco burro e parmigiano, trasferite il risotto all'interno delle zucchine, mettegli il cappello e far riposare un pario di minuti prima di servire.
Con quest post partecipo alla raccolta di Pan di Panna




domenica 3 ottobre 2010

Sfogliatine di mele e frutto della passione



Buona domenica a tutti! Oggi sono un po' di corsa, mio figlio ha il suo primo torneo di calcio, è emozionatissimo, non riesce a stare fermo, è già pronto dalle 7...scarpini compresi! Ieri pomeriggio pensavo al contest indetto da Stefy e Rosy sui dolci alle mele...e mi viene in mente uno dei libri più belli che siano stati publicati ultimamente...di cucina naturalmente...il libro in questione è quello di Michel Roux "Frolla&Sfoglia", avevo adocchiato questa ricetta da un po', aspettavo solo il momento adatto...e quale meglio di questo!!
Questo è il banner della raccolta...


Sfogliatine di mele al frutto della passione



Il maestro di pasticceria che ho citato prima ha preparato la sfoglia con le sue manine , io che sono una frana totale l'ho comprata, ma tutto il resto della ricetta l'ho seguito alla lettera e il risultato nonostante lo scetticismo generale che aleggiava in casa, è stato sorprendente! La pasta è bella croccante, poi uno strato di crema morbidoso, voluttuoso direi, poi arrivano le mele dolcissime all'inizio, ma poi arriva l'amarognolo dello zucchero caramellato...e poi il profumo, l'acidità e la freschezza del frutto della passione, che viene messo sulla sfogliatina fuori dal forno. Questa è una di quelle ricette da conservare e da rifare, d'altronde la fonte è autorevole!

Ingredienti:
380g di pasta sfoglia
180g di crema pasticciera
3 mele medie
60g di zucchero
3 frutti della passione

Per la crema pasticciera (dose per750g):
6 tuorli
40g di farina
500ml di latte
1 baccello di vaniglia

Preparazione:
Ho cominciato preparando la crema nel modo classico, quindi ho montato i tuorli con un terzo dello zucchero finchè non hanno cominciato a cadere a nastro, ho incorporato la farina, quindi il latte che ha bollito con il resto dello zucchero e il baccello di vaniglia, ho riportato tutto sul fuoco e al primo accenno di bollore è quasi pronta, due minuti mescolando continuamente con una frusta, poi l'ho trasferita in una boule e l'ho coperta con della pellicola direttamente a contatto della superficie...un'altro modo per non far formare la crosticina è quello di ricoprirla con dei fiocchetti di burro.
Mentre la crema si intiepidisce passiamo alla sfoglia...lui a questo punto dice di stenderla a 2mm di spessore...io l'ho semplicemente srotolata e l'ho coppata con un anello da 10...o con una tazza...ho messo i dischi su ua teglia da forno ricoperta con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, li ho punzecchiati con i rebbi di una forchetta e ho messo la teglia in frigo, mentre preparavo le mele....che ho sbucciato, detorsolato e tagliato a fettine sottili...a questo punto è tutto pronto, possiamo montare il dolce...quindi tirare fuori dal frigo la teglia e con il dorso di un cucchiaio spalmare ogni disco con della crema lasciando un bordino libero, adagiarco sopra le fette di mela. Infornare per 15 minuti in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti, poi tirare fuori la teglia e spolverare ogni sfogliatina con abbondante zucchero semolato, infornare per altri 5/6 minuti, o fino a che lo zucchero non risulta caramellato. Appena pronte farle raffreddare sulla solita gratella per una decina di minuti...prima di azzannarle tagliare a metà i frutti della passione e grattare via con un cucchiaino polpa e semi lasciandoli cadere sulle sfogliatine...creano dipendenza!!! :D


sabato 2 ottobre 2010

Filetto di manzo alla Stoganoff




Proprio sotto casa mia ha aperto un ristorante, al suo posto prima c'era un locale fighetto che non ha avuto una buona sorte e, sempre restando in tema, la sorte ha voluto che al suo posto aprisse un locale commerciale..no no ma che dico commerciale...commercialissimo! Il ristorante in questione è di specialità asiatiche, nello specifico cinese, giapponese e tailandese e fin qui...il fatto è che è un ristorante a buffet, uno di quelli che mangi fino a che scoppi pagando un prezzo fisso all'ingresso, secondo voi potevo perdermelo?? certo che no! Ieri sera armati di amici e bambini siamo andati a vedere di cosa si trattava....certo non è come mangiare da Nobu, ma la scelta era veramente vasta, dai crudi al teppanyaki, tante verdure diversi tipi di carni...non male, o qualtomeno divertente! Ad un certo punto della cena si finisce a parlare di questo blog e del fatto che le mie fotografie siano sempre molto dentro il piatto, troppi primi piani sul mangiare e poco altro...uffa! è vero! Devo documentarmi e allora sono andata a rileggermi i consigli di Paoletta del blog Anice e Cannella...ma mi ci vorrebbe una settimana di ferie per provare a metterli in pratica, comunque basta piagnucolare e sotto a lavorarci sù! Quella di oggi è una ricetta che mi piace particolarmente e foto a parte :( vado a spiegare...



Ingredienti:
400g di filetto di manzo
500g di funghi champignon, io avevo anche dei chiodini e ce li ho messi
4 cipolle
4/5 cucchiai di panna acida
1 spicchio d'aglio
1 noce di burro
brandy
pepe nero

Preparazione:
Pulire con cura i funghi e tagliarli a lamelle. Tritare le cipolle e farle stufare in padella con il burro e un filo d'olio, aggiungendo un po d'acqua se necessario, fino a che non risultano trasparenti, toglierle dalla padella e al loro posto aggiungere lo spicchio d'aglio e i funghi, che dovranno saltare su fiamma vivace per qualche minuto, aggiustare di sale e pepe e rimettere in padella anche la cipolla, spegnere e tenere al caldo. Passiamo alla carne, che come al solito prima di essere cotta deve essere a temperatura ambiente e deve essere tagliata.....ah! un momento! qui occorre una piccola precisazione...la ricetta originale prevede che la carne sia tagliata molto sottile, come se fossero degli straccetti, io trovo che in questo modo, anche se saltata a fiamma alta per pochissimo tempo la carne diventi dura, perchè il calore arriva subito al cuore, allora, come si vede in foto, taglio la carne a bastoncini di 1 dito di spessore, così riesco a tenerla succosa e rosa all'interno...dicevamo...una volta tagliata la carne, fate scaldare molto bene una padella ungetela con un filo d'olio e fate rosolare velocemente la carne e aggiungetela nella padella dei funghi, aggiustate di sale e pepe se necessario. Prima di servire in tavola amalgamare nella padella la panna acida...io la servo sempre con del riso bollito o cotto al vapore per raccogliere il sughetto...gnam!

ps...un'ultima cosa...c'è chi infarina la carne prima di cuocerla, in questo caso io lo trovo controproducente perchè la carne ha una cottura velocissima mentre la farina non avrebbe il tempo di cuocere.

giovedì 30 settembre 2010

Cannelloni fritti




Non so voi, ma casa mia è un lazzaretto, tutti e tre i figli raffreddati, la macchinetta per l'aerosol ha messo le gambe e cammina da sola ormai, mio marito sta in piedi solo grazie agli antidolorifici che si prende la mattina col caffè...e con i cupcake alla fragola che ho fatto ieri sera...Debora sono entrata nel vortice anche io!! Aiuto!! Comunque per risollevare gli umori in famiglia ho pensato a questa ricetta golosissima    che ha risollevato l'umore anche a me...che ieri sempravo Hulk nel pieno di una crisi isterica!!
La prima volta che li ho fatti è stato un disastro, il formaggio è uscito dai lati e l'olio ha cominciato a schizzare ovunque...e naturalmente ho dovuto buttare via tutto! La soluzione al problema sta nel passare più volte le estremità prima nell'uovo, poi nel pangrattato cercando di chiudere bene i buchi, un'altra ossibile soluzione può essere arrotolarli piegando i lembi all'interno, tipo involtino primavera, ma a me non piace perchè trovo che nel punto della piega ci sia troppa pasta e quidi si perde un po il contrasto croccante-morbido.  Un'altro accorgimento sta nella pasta all'uovo che deve essere consistente, quindi nella proporzione uova - farina io aumento la quantità di tuorli...cioè con 100g di farina aggiungo 1 uovo intero e 2 tuorli, proprio come quella che si usa in genere per le paste ripiene. ma veniamo agli ingredienti!

per 12 cannelloni:
12 rettangoli di sfoglia all'uovo
12 cucchiai di besciamella densa profumata con la noce moscata
12 fette di formaggio a pasta filata ( io ho usato una provola non affumicata )
2 uova
pangrattato
parmigiano grattugiato

Preparazione:
Lessare i rettangoli di sfoglia, raffreddarli e asciugarli. Frullare insieme la besciamella e la provola, profumare con una grattata di pepe e con l'aiuto di un sac a poche o con un cucchiaio, tenendo il lato corto della sfoglia verso di voi formate un cilindro di ripieno al formaggio, arrotolare e proseguire così fino ad esaurimento degli ingredienti. Preparare adesso due ciotole, una con le uova sbattute, nell'altra mescolare il pangrattato e il parmiggiano grattugiato, io solitamente per ogni cucchiaio di pangrattato ne metto uno di parmigiano, ma se li volete meno formaggiosi diminuite la quantità di parmigiano. Come accennavo prima questa della panatura è un'operazione che richiede molta attenzione,   le estremità del cannellone vanno ripassate in uovo e pangrattato almeno tre volte, cercando ti far aderire bene la panatura per evitare fuoriuscite. L'ultima cosa...la temperatura dell'olio  non deve essere troppo alta, in modo che l'interno di formaggio abbia la possibilità di fondere. Io li servo con una semplice salsa di pomodoro profumata al basilico, ma voi sbizzarritevi pure!

mercoledì 29 settembre 2010

Gateau di patate




Oggi il sole splende...lo stesso non si può dire del mio umore, anzi si può tranquillamente dire che sono verde di rabbia...quindi ho optato per una birretta in terrazza con un bel pezzo di questo gateau...o come lo chiamano in Campania gattò!

Ingredienti:
2 kg di patate
100g di prociutto cotto in una sola fetta
100g di spek
100 g di salame ( io ho usato un salamino )
100g di asiago o altro formaggio
1 uovo
parmiggiano reggiano grattugiato
pangrattato
1 noce di burro
noce moscata
pepe nero

Preparazione:
Lessare le patate con tutta la buccia e una vlta cotte pelarle e schiacciarle quando sono ancora calde. Preriscaldare il forno a 200° e tagliare  a dadini il proviutto lo spek, il salame e l'asiago e non appena le patate si sono intiepidite condirle con sale, abbondante pepe nero e noce moscata, unire i dadini, l'uovo intero, il parmigiano e mescolare bene. Imburrare la teglia che avete scelto, versarci il composto di patate, livellare per benino e cospargere di pangrattato e parmigiano grattugiato, posare sulla superficie qualche fioccheto di burro e infornare...sarà pronto in 20 minuti, ma ne dovrete aspettare almeno una 30ina prima di tagliarlo, altrimenti si rompe. Il giorno dopo è ancora più buono perchè gli ingredienti hanno avuto modo di "conoscersi" meglio!!

martedì 28 settembre 2010

Cupcake alla menta per un fresco risveglio




Questa ve la devo proprio raccontare! Vi avevo accennato ieri che, e parlo sempre della cena di sabato scorso, solo per il festeggiato il piatto di dolci aveva un aspetto diverso e che solo per lui avevo fatto delle cupcake con un frosting azzurro...bene la scena era questa...c'ero io modello piovra con le mani in 10 piatti mentre montavo la meringa...ok meringa pronta era l'ora delle gocce di colorante, ma la fialetta non ne voleva sapere di aprirsi...a questo punto mi sentivo un fumetto, riuscivo a visualizzare tutti gli sbuffi e le parolacce taciute disegnate sulla mia testa...finalmente riesco ad aprire la fialetta e forse ci avrebbe pensato chiunque ad aprirla magari nel lavandino, o in una boule, o comunque lontano dal dolce che stavo per decorare no? NO! si la fialetta si è aperta...ma ha anche innondato il cupcake trasformandolo in uno scempio e trasformando me in un isterica...quando mi ricordo di averne portati altri proprio per rimediare ad eventuali e irreparabili danni! Quindi con le mani completamente azzurre riesco a servire questo cupcake. Il festeggiato era molto contento, non ne aveva mai visti prima, tutto sommato ha fatto la sua porca figura...io li ho mangiati a colazione stamattina con una tazza di Lady Grey e sono ancora morbidissimi! La ricetta l'ho trovata sul blog di Mucca Sbronza, quindi ero sicurissima che il risultato sarebbe stato perfetto! Io vi riporto la ricetta esattamente come l'ho trovata...

Ingredienti per circa 20 pezzi:

250g di burro morbido
1 cup di zucchero
2 cup di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito
4 uova
4 cucchiai di sciroppo di menta

Per la glassa:
250g di zucchero a velo
1 albume grande
colorante alimentare

Preparazione: 
la preparazione di questi cupcake è di una semplicità disarmante, bisogna soltanto mettere tutti gli ingrediento in uno sbattitore e lasciare che si amalgamino, poi si riempiono i pirottini fino ai 3/4 della loro altezza e si cuociono in forno già caldo a 175° per 20 minuti. Lasciarli raffreddare completamente prima di glassarli. Per la preparazione della meringa si monta l'albume a neve quindi si comincia poco per volta ad aggiungere sempre sbattendo lo zucchero a velo, continuando a montare fino ad ottenere un composto bello sostenuto e che tirato sù forma dei picchi, a questo punto volendo si può aggiungere anche il colorante. La meringa si secca subito sulla superficie quindi il cupcake deve essere glassato solo al'ultimo momento.