lunedì 18 gennaio 2016

Zuppa di trippe in brodo robusto con patate e verza per MTC 53




Eccomi qui di nuovo per MT Challenge, di nuovo perché questo gioco è una delle poche cose che ancora mi sorprende di questo enorme ma sempre più vuoto web. Ho iniziato a giocare di nuovo dopo molte assenze con la pasta ripiena, raccontandovi di quanto la cucina povera mi abbia rapito, la Vitto ci ha regalato un tema strepitoso che mi permette di addentrarmi ancora in quella che vorrei diventasse la mia cucina, insomma, sto cercando un'identità. In questa ricerca devo fare i conti anche con la mia indole personale, i miei gusti, i miei sogni, cerca che ti ricerca ho scoperto che di certo sono un vichingo del sud! Mi piacciono i sapori forti, preferisco sapori netti, contrasti ben presenti, preferisco le spezie, i brodi robusti, le affumicature e le conservazioni sotto sale, raramente ho desiderio di un dolce, l'agro invece mi manda ai matti. Capirete quindi che qui la leggerezza alberga raramente, o meglio, sono sicura che il saper mangiare non significhi privazioni per forza ma solo intelligenza, solo buon senso. Detto questo vi parlo della ricetta di oggi e mi scuserete se diventerò romantica, ma nella mia ricerca ho scoperto anche di essere un romantico vichingo del sud! :) torno alla cucina povera, torno ai tempi in cui il brodo durava giorni, torno ai tempi in cui gli scarti di verdure e carni alimentavano un brodo che bolliva per giorni, torno ai tempi in cui la casa profumava di cibo, in cui la famiglia sedeva a tavola come fosse un rito, torno a quando il cibo aveva ancora una valenza sociale. Ho preparato una zuppa di trippe, in un brodo di carcasse di pollo e verdura, con aggiunta di coda di vitellone durante la seconda bollitura, parto da un soffritto di base, a cui ho aggiunto patate e verza, trippe miste e concentrato di  pomodoro, un paio di zeste di limone durante la cottura per equilibrare il tutto e il risultato è stato una zuppa rotonda, appagante, morbida e croccante, tradizionale ma anche moderna, povera ma ricchissima.


Zuppa di trippe in brodo robusto

Ingredienti:
per il brodo:
1 carcassa di pollo
1 cipolla bionda
2 carote
2 coste di sedano senza foglie
1 osso di prosciutto
grani di pepe nero
2 foglie di alloro
4 chiodi di garofano
per il brodo giorno 2:
2 croste di parmigiano
2 rocchi di coda di vitellone 
5 cm di concentrato di pomodoro
per la zuppa:
brodo robusto
300 g di trippe miste già cotte
300 g di patate
300 g di verza 
1 carota
1 costa di sedano
2 cm di porro
sale 
pepe di mulinello

Preparazione 

Cominciamo dal brodo, come vi dicevo all'inizio io ho preparato un brodo robusto, è stato sul fuoco due giorni, mi ha seguito ed è stato modificato in base alle mie esigenze ed alle preparazioni che si susseguivano nella mia cucina, quindi vi racconterò come è stato fatto, naturalmente seguire la mia follia non è obbligatorio :D Quando uso carcasse o ossa li faccio sempre tostare in forno prima di cominciare, quindi la carcassa e l'osso di prosciutto vanno in forno a 250° insieme alla cipolla tagliata a metà, appena vedrete che saranno ben tostati tirate fuori la teglia dal forno, asciugate osso e carcassa eliminando i grassi e trasferiteli in una pentola capace insieme alle carote, la cipolla, il sedano, le foglie di alloro e le spezie chiuse in una mussola di cotone, coprite con abbondante acqua fredda e mettete sul fuoco. La temperatura di cottura del brodo è un passaggio chiave per un brodo pulito, io non lo lascio mai bollire forte e lo schiumo spessissimo durante tutta la prima fase. Questo brodo è andato per circa tre ore, l'ho filtrato e lasciato raffreddare completamente prima di metterlo in frigo ben coperto. Il giorno dopo l'ho ripreso e sgrassato con cura, quindi l'ho rimesso sul fuoco ed ho aggiunto gli ingredienti del giorno 2, ripetendo gli stessi gesti e lasciandolo li a sobbollire piano per circa 2 ore. Come vedete tra gli ingredienti compare la trippa già cotta, io sono partita da trippa cruda non sbiancata, ma è perchè io sono fuori di testa si sa, comprandola già lessa vi semplificate di molto la vita. Mentre il brodo continuava ad andare ho preparato il soffritto, carote sedano e porro, che ho fatto sudare con una lacrima di olio extravergine di oliva, quindi ho aggiunto le patate tagliate a dadini, le trippe ridotte in listarelle, ho fatto insaporire, quindi ho aggiunto il brodo fino a coprire ho aggiustato di sale e portato a cottura. Tre o quattro minuti prima di spegnere il fuoco ho aggiunto la verza tagliata grossolanamente e regolato di sale e pepe. Ho servito la zuppa caldissima accompagnata da fette di pane tostato.
Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge n° 53 








8 commenti:

  1. La mia vichinga, girala come vuoi il talento é il plus valore che metti in tutti i piatti.
    Braverrima!

    RispondiElimina
  2. tu lo sai che questa è la mia zuppa per antonomasia vero? Viva la trippa! besos

    RispondiElimina
  3. E con una premessa così romantica come si fa a non volerla assaggiare? Mi hai davvero conquistata con questa zuppa!

    RispondiElimina
  4. Cucina povera, recupero degli scarti, preparazioni lente, lunghe cotture. Approvo e condivido. Però poi ci vuole la tua bravura per interpretarle al meglio ed avere questi capolavori come risultato.

    RispondiElimina
  5. Quanto mi piace la trippaaaa...
    Ti dirò' che ogni volta che mia mamma viene a trovarmi qui a Catania sa come rendermi felice...con la trippa!
    Bellissima ricetta!
    Patrizia.

    RispondiElimina
  6. appena ho visto la foto,ho pensato: "eccola lì".
    perchè io avrei fatto la sbira. Che è la nostra minestra di trippe, l'altra faccia del minestrone, quella che meglio si collega ad una umanità operosa, rude, mugugnona e dal riso raro, come erano i Genovesi di una volta.
    E' la prima che vedo, in questo MTC- ed è quella a cui ho riservato la mia personale corrispondenza di amorosi sensi, quella sintonia che non conosce latitudini o barriere di territorio o tradizione.
    Poi ho letto il post- ed è come se mi si fossero allargati tutti i sensi: non solo per apprezzare questa zuppa a 360 gradi ma anche per intendere fino in fondo questo tuo personale percorso di ricerca,, dal quale resto completamente affascinata. Per profndità, per coerenza, per coraggio.
    Il niente del web ha bisogno di riempirsi di te:di quello che dici e di quello che fai.
    E questo "solo" perchè sei bionda :-)
    Firmato
    Tessera n.1 del Greta's Corner Fans Club

    RispondiElimina
  7. siamo sulla stessa lunghezza d'onda

    RispondiElimina
  8. Solo il colore del brodo mi fa impazzire. E la trippa mi fa impazzire.
    Vengo da una famiglia numerosa e rumorosa come un'orda di vichinghi e il cibo ha sempre rivestito una grande importanza per noi, non solo come alimento, ma come collante della famiglia, come "santificazione" dei momenti importanti di famiglia, felici e tristi, feste, ricorrenze e anche dipartite.
    Nel mangiare insieme, ma anche nel prepararne insieme, si condividono affetti, gioie, dolori e si fa pure la pace dopo una sana litigata.
    E nella lunga cottura si ha tempo per tutto. condiviso.

    RispondiElimina